Bagnasco, il governo e Strasburgo

Poche ore dopo l’ennesima (la settima in dieci mesi) udienza che il Papa ha concesso al premier Mario Monti, segno di un feeling particolare tra il Vaticano e Palazzo Chigi, anche la chiesa italiana si è adoperata per lanciare un suo messaggio chiaro. Se c’è una cosa che i vescovi non si augurano, almeno nella loro leadership, è la fine del governo Monti. L’ha fatto capire bene, ieri, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale.
3 AGO 20
Immagine di Bagnasco, il governo e Strasburgo
Poche ore dopo l’ennesima (la settima in dieci mesi) udienza che il Papa ha concesso al premier Mario Monti, segno di un feeling particolare tra il Vaticano e Palazzo Chigi, anche la chiesa italiana si è adoperata per lanciare un suo messaggio chiaro. Se c’è una cosa che i vescovi non si augurano, almeno nella loro leadership, è la fine del governo Monti. L’ha fatto capire bene, ieri, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale. Nell’omelia che ogni anno segna un punto importante circa il pensiero della chiesa sulla società – l’omelia che ogni fine agosto tiene al santuario genovese della Madonna della Guardia: per lui, vescovo di Genova, un testo importante tanto quanto una prolusione del consiglio permanente della Cei – Bagnasco ha chiesto alla classe politica una “solidarietà lungimirante” affinché stato e politica possano rifondarsi per il bene di tutti. “Quando prevalgono visioni particolaristiche e distorte – ha detto – le conseguenze sono devastanti e la società si sfalda”. Dunque, “superando prospettive ideologiche, è necessario tenere ben saldo il legame con quei valori che fanno parte della nostra storia e ne costituiscono il tessuto profondo: tessuto che a qualcuno sembra talmente acquisito da non aver bisogno di attenzione e di presidio alcuno, e da altri è guardato con sospetto o insofferenza come se fosse un intralcio al progresso”.
Per Bagnasco sembra evidente che non è questo il momento di elezioni anticipate, tanto grave è la situazione del paese. Ma nello stesso tempo occorre che il governo in carica anzitutto, e più in generale l’intera classe politica, ripensino se stessi, l’idea di stato, che significa anche avere più coraggio. Significativo, soprattutto, quanto detto dal capo dei vescovi a proposito della sentenza di Strasburgo sulla legge 40. Bagnasco è stato esplicito: la magistratura italiana è stata superata, dunque “bisogna ripensarci a livello nazionale, sia di tecnici sia di esperti, sia per merito sia per metodo perché non si è passati attraverso la magistratura italiana: c’è stato un suo superamento, un surclassamento. E’ singolare”. E’ chiaro che i vescovi si augurano che il governo presenti ricorso sulla sentenza. Il ministro della Sanità, il cattolico Renato Balduzzi, ha parlato di un necessario “chiarimento giurisprudenziale” e il governo pare orientato a presentare il ricorso.